Per Cosmiche Consapevolezze.

In un mondo dove la scienza e la tecnologia sono impegnate a decodificare i fondamenti primordiali della vita, con l’artista multimediale Liubovi Zubova, la nostra stessa essenza ritorna ad essere un autentico mistero. La leggerezza della sua trama pittorica, ci avvolge nell’articolata materialità delle sue raffigurazioni che esprimono energie segrete, dove emerge l’enigma dell’arte svelato… in una sola quanto avvincente parola: stupore.

La Zubova è un’artista multimediale non solo per i temi, i materiali e le tecniche che sviluppa nelle opere, nei ritratti, nei collage e nei monili, ma anche per le sue diverse forme di comunicazione, tenute insieme da una naturale unità stilistica.

La sua formazione, già nella genesi, ha caratteristiche singolari per la forte individualità trasmessa alle sue trame pittoriche, nate non solo da quella parola comunemente chiamata ispirazione, ma anche da una vera e propria illuminazione che lei stessa avverte come "visioni a pieno giorno". Proprio la sua forte autenticità si riflette in una vita compiutamente realizzata nell’arte. Anche per questo la critica d’arte l’ha paragonata ai più noti interpreti della contemporaneità e il pubblico l’ha vista protagonista di mostre di successo a Mosca, tra cui citiamo l’ "International Art Festival" nel 2009 e 2011 e negli stessi anni il Progetto Artistico Internazionale "Solstizio", l’Internazionale d’Arte "The gayers subconscio-5" alla B.Hall, il "Quinto Festival Internazionale delle Arti –Tradizione e modernità" e tra le diverse mostre personali ricordiamo nel 2005 "La quarta dimensione" a Ivanovo, nel 2007 "Oltre il Tempo" a Rubinsk e nel 2010 "Le Metafore del Silenzio" alla Melody di Mosca e come non menzionare il riconoscimento dell’Accademia italo-russa Ferroni per la sua "moderna creatività artistica".

Numerose, anche a livello internazionale, le presenze in importanti musei e diverse collezioni private e, non a caso, in nazioni che hanno scritto la storia dell’arte contemporanea come la Francia e l’Olanda. Proprio l’immediatezza espressiva della sua arte e i diversi riconoscimenti internazionali l’hanno fatta diventare anche membro dell’Unione creativa degli artisti professionisti di Mosca.

Oltre all’olio su tela la sua tecnica si basa prevalentemente sulla pittura sul ferro arrugginito che definisce " ‘abisso senza fondo nel secchio arrugginito", non solo usato come una testimonianza del passare del tempo ma, come suggerisce lei stessa: "perché sono attratta dal ferro arrugginito per le sue forme bizzarre che lo rendono già un’opera d’arte". Con queste parole la Zubova evidenzia la sua concezione del mondo che riconosce una propria autonomia artistica a certe forme anche inanimate come il ferro e questo riconoscimento le fa sentire:"il desiderio di riempire queste forme di significato dove anche i bordi arrugginiti diventano a volte un pizzo di ferro". Proprio la ricerca sul ferro arruginito porta l’artista a nuove dimensioni esistenziali quando afferma di: "cercare di portare in questi oggetti arrugginiti senza fondo, l’apertura di un portale verso reincarnazioni infinite." Così il vecchio secchio, la teiera e la caffettiera arrugginiti, da mere testimonianze del passato… diventano aperture al di là dello spazio e del tempo verso altre dimensioni, verso pulsioni di nuove meraviglie cosmiche.

Con la Zubova riusciamo a entrare in un’altra dimensione in bilico tra archetipi, tradizione e contemporaneità, trascinati dalla sua danza estetica giocata in una continua inclusione di piani di realtà. Anche se diversi critici le hanno attribuito riferimenti: a Magritte, certo presente per una conoscenza inseparabile dal suo mistero, a Caspar David Friedrich nell’attenzione per una natura osservata con particolare gusto al particolare e alla luce, a William Blake in simbiosi con la sua grande capacità visionaria, al surrealismo, alla metafisica con riferimenti a De Chirico che ritroviamo negli oggetti di uso comune posti in un contesto temporale e spaziale ad essi estraneo, fino ad esser stata definita un’artista post-surreale. E perché non fare riferimento anche alla spazialità musicale di Frantisek Kupka? Ma le sue opere testimoniano un percorso che, al di là di ogni classificazione si identifica in una continua trasfigurazione del reale. La sovrapposizione di diversi piani di una stessa realtà si manifesta in una sintesi creativa di immediata ideazione, dove il paradossale diventa naturale in opere come: "Il sogno di un mondo intero" quando cielo e mare si fondono dando vita a un nuovo mondo dove i pesci volano, il cielo entra nel mare e la luna diventa la culla per nuovi risvegli. Nelle sue opere ci imbattiamo spesso in vasi, anfore che per lei rappresentano il simbolo stesso della vita, fonti di una sorgente d’energia nel contesto di fiori, pietre, alberi che si fondono con le nuvole, limoni come espressioni di purezza "tra le prime forme dipinte per la loro essenzialità e la loro forma e i vasi " simbolo di pace, contenimento e fuoriuscita di energia" , marine che sembrano emergere per luminosità e ritmo in tratti di essenziale eleganza compositiva.

Liubovi Zubova fa affiorare un "nuovo rinascimento" estetico che ci trasmette la piacevole percezione del movimento delle forme in continua metamorfosi, dove l’arte si anima creativamente in scenari di soffusi giochi di luce, ancorati alla primordialità del reale. Gli stessi titoli delle sue opere rivelano questo attaccamento al reale perché spesso includono le parole "sul secchio arrugginito", "sul ferro arrugginito" insieme a cio’ che viene evocato dagli stessi materiali: " la contemplazione dell’alba- il sogno di una perla. , la marea, il mistero d’argilla… che sbucano come vere apparizioni. Agli stessi materiali a volte attribuisce un significato di appartenenza territoriale, come nell’opera dove ritrae la Cattedrale della Madre di Dio di Kazan su un pezzo di ferro arrugginito trovato proprio nei pressi della chiesa, per ricomporre l’immagine da un elemento contestuale alla chiesa stessa.

La continua metamorfosi tra immaginario e reale è armonicamente compiuta grazie all’elaborazione di uno stile pittorico basato su un continuo laboratorio di ricerca cromatica e tematica e dalla leggerezza del tratto artistico. Vi è una forte ricerca anche di simboli, geroglifici, pittogrammi, ologrammi, simulacri che ci indicano possibili percorsi di interpretazioni ma ci lasciano libertà d’interpretazione, quasi fossero specchi della nostra mente verso dinamiche atmosfere, dove l’arte diventa un’apertura multidimensionale per diverse metamorfosi ottiche possibili e fantasmatiche.

Nei suoi collages i trittici sulla "Luna" e il "Sole" ci appaiono come figurazioni che richiamano i mandala, ma saltano allo scenario quasi da film in opere come: "Al di là della visione" o al "Sogno del deserto" che anela al mare.

Anche le collane appartengono a uno stile e a un rituale del tutto personale. con la raccolta sulle rive del Volga di radici di tiglio e salice che, una volta compattate vengono magistralmente intrecciate per poi rivivere nel gioco di perle d’ambra, ametista, lapislazzuli e il corallo così presente nelle onde delle sue opere.

Dal 2008 incomincia a realizzare ritratti, caratterizzati dalla forte introspezione psicologica, esemplari nella chiarezza degli sguardi, nell’auratica espressività dei volti. Visi che ci sorprendono per l’energia interiore, come nel suo "Autoritratto" dove l’artista sembra vedersi non come autorappresentazione ma come pura immagine e, proprio questo distacco, racchiude la forza di un’essenza che non sfugge a se stessa.

La ricerca dell’artista, sui colori, procede per continui accostamenti cromatici soffusi ma vibranti e vivi, per espandersi senza confini in un universo di luce.

La sua poetica artistica riesce incredibilmente, quanto compiutamente, a farci riflettere su una quotidianità che troppo spesso consideriamo ovvia, ma che sa interpretare nelle sue più recondite tracce sensoriali e dinamiche, come reali esperienze che rappresentano un "altrove" dal nostro senso comune. Le rappresentazioni vanno al di la’ dei temi evocati e a volte, solo accennati. Per poter finalmente riflettere sulla nuovo reale che emerge dalle tele, dal ferro arrugginito, dai collage, dai ritratti e anche dai monili, dalle collane in un continuo gioco di ritmo, segni, calligrafie. Per farci esplorare tra: passato, presente e futuro, nuovi territori della percezione visiva, aperti a un infinito cosmico. Quanta sensibilità affiora, quanta riflessiva ricchezza d’amore palpita nel desiderio di nuove consapevolezze che appare istantaneo nelle sue opere. Ma oggi può sembrarci inafferrabile lo spazio-tempo dell’ "esserci", dell’essere con noi stessi, nella nostra continua fuga dallo stupore e dalle più immediate e naturali emozioni che potrebbero diventare il nostro vero rinascimento, la scossa che ci fa crescere!

Per Liubovi Zubova "è importante il processo di creazione che permette alle persone di conoscere la diversità della vita che è la possibilità stessa della pace nel mondo." Dopo queste parole ci appare quasi incredibile,un gioco di parole… ma il suo nome Liubovi tradotto nella nostra lingua italiana significa proprio: Amore.

Umberto Putzu.